domenica 27 novembre 2011

free the robot

"Dunque non le libagioni, le feste ininterrotte, il godimento di fanciulli e donne, né di pesci e del resto che offre una mensa ricca, è fonte di vita felice, ma il ragionamento lucido che esamina le cause di ogni scelta e di ogni rifiuto, che allontana le false opinioni che causano i più grandi turbamenti dell'anima. Principio di tutto ciò e massimo bene è la saggezza. Per questo è più preziosa della filosofia, dalla quale provengono tutte le altre virtù, poiché ci insegna che non è possibile vivere felicemente senza vivere saggiamente, bene e giustamente se non anche felicemente. Le virtù sono connaturate alla vita felice, e la vita felice è inseparabile da queste."


"ma io credo che infondo ti piaccia la confusione, perche ha il suo fascino e il suo romanticismo, perche e´ben piu facile, nonostante le apparenze, e perche´porta ad uno stato emotivo sensazionale...
E credimi, ti capisco benissimo, la confusione e´stata centrale nella mia vita fino ad ora, e anche ora, e forse ancora per molto, perche fa parte di me, come di te, e come di molte altre persone cerebrali e romantiche e folli. Ma se cosi e´devi accettarlo, esserne cosciente e viverlo al cento per cento in maniera responsabile, e non come se tutto avvenisse per sbaglio malgrado la tua volonta."






"Quando siete coscienti delle vostre sofferenze e insoddisfazioni, ciò vi aiuta a sviluppare la vostra empatia, la capacità che vi permette di rapportarvi con sensibilità verso le sofferenze degli altri. Ciò aumenta la vostra capacità di provare compassione."

domenica 20 novembre 2011

a "garage" of globally rushing beauty


Ho imparato a conoscermi, ho imparato a confrontarmi con il mondo, a mettermi a nudo davanti ad esso. credo che le esperienze della vita, che si vivono sulla propia pelle, siano la migliore dimostrazione delle nostre capacita. il riuscire a percepirsi, a capirsi, a motivarsi, sia il punto di partenza per tutto per il resto che una persona puo effettivamente costruire, con consapevolezza.
è la consapevolezza che ora caratterizza il mio sguardo sul mondo, il mio farne parte. non voglio sentirmi slo un puntino in un disegno, in una macchina. non voglio pensare di finire in tomba vicino a tutti gli altri, tutti allo stesso modo.
 mi sento strana, mi sento come una foglia di un albero in autunno, che nel tragitto dal ramo al suolo fluttua nell aria, vivendo sensazioni diverse, vedendo paesaggi da diverse altezze, respirando odori che cambiano, temperaturare che scendono o si alzano. incontro altre foglie, mi scontrando con esse, o solo le sfioro.
in quel luogo, cosi dinamico, cosi vivo.. io continuo ad essere quella foglia, con dei punti di riferimento, quello di partenza e quello di arrivo,  il tronco dell albero, che e sempre al mio fianco durante la caduta (che rappresenta la mia famiglia, i miei amici di sempre, i miei luoghi, i miei ricordi)
ma resto comunque sola, me stessa, responsabile e determinante per qualsiasi azione e scelta.
Realizzare questo a volte mi terrorizza, mi fa pensare a quanto sia bello essere ancora vicini al ramo, essere bambini, e sapere di dover fare le cose che gli altri si aspettano,  senza realizzare che effettivamente le scelte prima o poi iniziano ad essere solo nostre, e nn potremmo piu solo contare sugli altri.
o si puo tentare di farlo, tanta gente secondo me continua a vivere appoggiandosi agli altri, ma forse non si ferma mai a pensare  a cosa realmente stia vivendo.

cosi accade in molte cose anche a livello piu macro, nella societa.
tante cose accadono semplicemente perche il sistema le crea. il modo in cui la nostra vita è impostata e il modo in cui siamo stati abituati a controllarla e attraversarla.
che ruolo hanno i poeti in tutto questo? sono loro che riescono a vedere la realta cosi com'è e nello stesso tempo  capiscono come potrebbe essere diversamente? oppure sono solo strane pedine che si perdono per strada e si avventurano in sentieri senza uscita? e prima o poi ritroveranno la giusta strada, e si adatteranno al resto, che per definizione è il solo modo di sopravvivere?
perche ho l impressione che il paradosso e la contraddizione siano così presenti e cruciali nel nostro modo di vivere?
sempre alla ricerca di un qualcosa migliore, sempre eternalmente insoddisfatti per quello che non si ha ancora, e allo stesso tempo si cerca di esser fieri di cio che si ha. questo continuo lasciare da parte la soggettivita, quello che realmente sentiamo e vogliamo, per immergerci in quello che dobbiamo e gli altri si aspettano da noi. questo continuo essere giudicati, classificati, messi in alto o in basso.
questo nostro bisogno di dare giudizi, voti, posizioni. dover dare il meglio, prevalere. mi accorgo che puo anche funzionare diversamente, e forse in questo nuovo modo si trovano molte piu opportunita di dialogo e confronto.
sentirsi parte di un gruppo piu ampio, scoprire che le altre persone pensano le tue stesse cose... è una scoperta fondamentale che il nostro modo di vivere ci sta facendo dimenticare di prendere in considerazione.

trovo assurdo che l' universita che faccio io sia strutturata con un sistema di voti. mi rendo conto che cio sia totalmente una pratica formale, fittizia. per rientrare nel sistema, nelle regole. nella macchina che fa funzionare il tutto.
ma in realta come posso ricevere un voto, su un lavoro di 15 pagine che ho scritto, che leggerà una persona, in un determinato momento del giorno, con un tipo di conoscenze sull argomento, con certi tipi di preferenze, di idee, di pregiudizi, di attese. come quella singola persona può giudicare l idea di un altra?
Credo fermamente che non sia in realta importante il risultato in se, ma il modo in cui lo si ha raggiunto. 

Mi sembra di star vivendo davvero in un sistema sempre più complesso..che richiede un mix di grandi conoscenze del passato, in tutti gli ambiti, in economi, diritto, politica, etc... ma anche una buona capacità di seguire il presente, perchè tutto accade ed evolve così velocemente... 
e non è facile neanche seguire ciò che succede, perchè abbiamo la possibilità di sapere tutto, per cui vogliamo sapere tutto, ma in realtà spesso ci mancano le basi per capire, o la capacità e l'apertura per farlo. 
allora ecco che si iniza a generalizzare, a parlare tanto per far vedere che ne sappiamo. 
e le parole possono cambiare i fatti, ognuno ne trae la propria interpretazione, o segue cecamente quella di altre persone. 

Per esempio la situazione ora in italia. 
ok, non c'è più berlusconi. evviva! non siamo più un paese marcio, ridicolo, buffo e da prendere in giro. 
però che sta succedendo?! ci siamo messi nelle mani, nel giro di pochissimi giorni, di persone che sicuramente sanno come funzionano le cose, a livello economico. 
e basta quello per dare fiducia alla gente. tutti sembrano così contenti per questo nuovo governo. 
certo, ci toccherà fare sacrifici, ma perchè?! perchè alcune persone hanno mal gestito i loro affari, hanno mandato in crisi milioni di altre persone. e ora sempre le stesse persone cercano di rimediare la situazione , cercando di far quadrare i conti, sulle spalle sempre di coloro che in tutti questi traffici non centrano nulla. come fosse una corsa a cavallo, in cui l'animale è il popolo.
il fantino lo sprona più che può. e se si distrae, e fa cadere il cavallo, è logico che poi cerca di finire la corsa chiedendo uno sforzo all'animale, che soffrendo porta il fantino al traguardo, perchè non ha scelta. perchè crede di essere lì per quello, per fare gare. 
dimenticando magari la sua natura di cavallo. 

ho paura. So che devo leggere e studiare di più se voglio capire in che mondo viviamo. e ce la sto mettendo tutta. ma continuo a trovare paradossi, contraddizioni.
anche per esempio nel movimento degli indignati. 
qui a ljubljana continuano a dormire in piazza a fare molte attività. io in queste ultime settimane mi sono un po' ritirata, non vado sovente, sia per il freddo, sia perchè inizio a domandarmi se serva effettivamente a qualcosa. o se tutto scemerà. E che cosa resterà dopo?!
E intanto continuo a vivere in una città meravigliosa, accanto a persone altrettanto valide, fantastiche. E mi sento bene, soddisfatta, dubbiosa, ma cosciente. 

"Ljubljana must become a "garage" of globally rushing beauty. 
This is a watchwords of a balcan nature"
Mesta v Mestu


venerdì 11 novembre 2011

Per capire gli sguardi, per l'impossibilità di ripudiare un'identità nazionale.

Cara Italia mia. Sei sempre tu, sempre così innocentemente viscida nei tuoi porchi giochi, così capace di nascondere l'evidenza, di trasformare la realtà. E di avere progetti e ideali così al di fuori delle regole del gioco. E io mi meraviglio di essere derisa, presa in giro, compiaciuta come Italiana in soggiorno in Slovenia. 

Tratto dal libro Italiani brava gente, di Angelo Del Boca: 
Nei soli Balcani erano presenti 650000 soldati, suddivisi in dieci corpi d'armata, mediocremente equipaggiati. 
Il ministro della cultura popolare, Alessandro Pavolini, nel suo consueto rapporto ai giornalisti, suggeriva il 2 maggio del 1941 di trattare con molto riguardo l'annessione all'Italia di Ljubljana: 
" Essa diventerà una Provincia nostra, provvista di una larga autonomia. Bisogna quindi da una parte rendere una giusta soddisfazione agli sloveni per quello che è il loro orgoglio provinciale e nazionale in un certo senso, e dall'altra parte far capire l'importanza di questa città, il grado di civilità che ha raggiunto"

Più di 50,000 sloveni o persero la vita o subirono gravissime offese da parte delle truppe di occupazione, nell'arco di appena due anni. 

Nella provincia di Lubiana, più che un'italianizzazione forzata, si è tentata un'operazione di autentica bonifica etnica, non soltanto confermata dall'altissimo numero degli uccisi e dei deportati, e dalle stesse dichiarazioni di alcuni degli alti ufficiali (generale Robotti: "Si ammazza troppo poco", maggiore Agueci: "Gli Sloveni dovrebbero essere amazzati tutti come cani e senza alcuna pietà") ma da una circolare n.3c, del primmo marzo 1942, a firma del generale Mario Roatta. Questa circolare, che stabiliva le modalità di contrastare e liquidare i ribelli in Slovenia e in Dalmazia, non soltanto ordinava il "ripudio delle qualità negative compendiate nella frase "bono italiano", ma contemplava l'incendio di case e di interi villaggi, la fucilazione degli ostaggi, la deportazione dei civili sospetti. Al punto IV, inoltre, stabiliva che "il trattamento da fare ai ribelli non deve essere sintetizzato dalla formula"dente per dente", ma bensi da quella "testa per dente" ". 

L'incitamento all'odio e al disprezzo-fra i soldati delle truppe di occupazione era molto diffusa la convinzione che le popolazioni slave fossero barbare e subumane- finiva per spingere gli italiani a svelare i loro più bassi istinti.

Il generale Robotti aveva manifestato molto ciaramente le proprie intenzioni ai suoi ufficiali: "A qualunque costo deve essere ristabilito il dominio e il prestigio italiano, anche se dovessero sparire tutti gli Sloveni e distrutta la Slovenia". 

La deportazione degli sloveni dalla provincia di Lubiana cominciava del giugno 1942. Secondo fonti slovene, interessò non meno di 35.000 persone, circa il 10 per cento della popolazione della provincia, e sarebbe continuata se l'armistizio dell'8 settembre 1943 non avesse mutato radicalmente la situazione dei Balcani. 

Nei lager italiani "Le persone morivano letteralmente nel fango e nella propria sporcizia[...], Queste condizioni indicavano chiaramente la volontà di pulizia etnica nella provincia di Lubiana". Il tasso di mortalità ad Arbe era del 19 per cento, ossia da campo di sterminio, e superava persino quello registrato nel lager nazista di Buchenwald, che era del 15 per sento. Le vittime, alle quali è stato possibilie attribuire un nome, sono 1495, ma fonti slovene fanno ammontare i morti a 3500, e altre a 4500. 

Processi e provvedimenti: 
Tutti quelli che si erano macchati dei peggiori delitti non soltanto furono consegnati alle nazioni che intendevano portarli in giudizio, ma non furono neanche processati in patria, nonostante l'evidenza delle loro colpe. 
[...]- L'Italia, per almeno tre anni, non rispondeva alle ripetutte richieste e pressioni, adottando un'ambigua strategia tesa soltanto a prendere tempo. Ma non basta. Nel 1946 il presidente del Consiglio De Gasperi annunciava la costituzione di una commissione di inchiesta presso il Ministero per la Guerra, presieduta prima da Alessandro Casati, poi a Luigi Gasparri, i cui lavori lentissimi si concludevano nel 1949. Ma, pur essendo stati definiti dalla Procura militare 39 presunti criminali di guerra, i processi non ebbero mai luogo. 
!!!!!! Non soltanto Roma di rifiutava di consegnare a Belgrado i personaggi sulla cui colpevolezza non esistevano dubbi, ma , in qualche caso, li aveva addirittura promossi, e se ne serviva ai più alti livelli. 

Cara Italia mia. Sei sempre tu, sempre così innocentemente viscida nei tuoi porchi giochi, così capace di nascondere l'evidenza, di trasformare la relatà. 
E io mi meraviglio di essere derisa, presa in giro, compiaciuta come Italiana in soggiorni in Slovenia. 

domenica 6 novembre 2011

quoting on Sunday evening

Abbi una vita anziché una carriera. 
Mettiti sotto il riparo del buon gusto. 
La libertà vissuta ti compenserà di alcune perdite [...].
Se non ti piace lo stile degli altri, coltivane uno tuo.
Cerca di conoscere i trucchi della riproduzione, sii editore di te stesso
anche nelle conversazioni, e allora la gioia del lavoro potrà riempire le tue giornate".
1987 Gyorgy Kondrad



Someday it may be possible to
be born, go from preschool
through college, get a job,
date, marry, have children...
get a divorce, advance through


a career or two, receive your

medical care, even get arrested
,tried and jailed; live a
relatively full life of culture
and entertainment, and eventually
die and be given funeral
rites without ever leaving a
particular mall complex -
because every one of those
posslbilities now exists in
some shopping center some-
where."
William Kowinski, The malling
of America William Morrow &
Co Inc, 1985)




‎"Uomini e donne cercano gruppi di cui poter far parte, in modo certo e imperituro, in un mondo in cui ogni altra cosa si muove e cambia, in cui nell'altro è sicuro".

Eric Hobsbawn


"Chi sogna di giorno conosce molte più cose che sfuggono a chi sogna solo di notte"Edgar Allan Poe. 

giovedì 3 novembre 2011

bovec- plezzo in italiano

Posti meravigliosi, al confine sloveno con l' Italia .
Vette sopra le nuvole, il bianco della neve e finalmente un po' di sole.
Una piccola e intensa parentesi dal grigiore di Ljubljana. 
lì dove guerre, tensioni, uccisioni, vittorie e giochi politici si sono consumati. 
La natura ha la meglio su tutto, sempre.