giovedì 3 novembre 2011

complex system

E se fosse lo stesso come per tutte le discipline? voglio dire gli antropologi studiano la cultura, e la differenza. ma quelle stesse persone nella vita di tutti i giorni hanno quasi timore di usare la parola cultura, o etnia, o società .. perchè tutto prende un aspetto così ricercato ,studiato, teorizzato.
Assistere ad una conversazione tra studenti di antropologia sulle differenze comportamentali tra israeliani e europei, o di approcciarsi allo straniero tra un asiatico e un americano... significa assistere anche a pieni momenti di silenzio, nei quali si misura il peso del termine che si sceglie e quale impatto potrebbe avere sugli altri...
arrivando spesso al punto di evitare questo tipo di soggetti...
continuando a illuderci che ciò che è da studiare rimane nei libri, mentre invece ci sono persone che vivono la differenza culturale ogni giorno sulla loro pelle e si inventano un modo per affrontarla, senza troppe seghe mentali, e sicuramente con più successi concreti.

cosi la stessa cosa avviene per l'economia, la politica... e le persone che studiano ciò.
non riescono ad uscirne fuori, per osservare la loro disciplina dall'esterno, e capire che è fatta di costruzioni che stanno in piedi perchè sono state teorizzate, ma che non appartengono necessariamente al nostro mondo, sono pilastri che possono essere modificati, arrotondati.
"l'economia" o la "politica" per eccellenza come le concepiamo oggi non sono le basi di quelle discipline.
ci sono altri modi per applicarle, e questo sembra che lo abbiano capito tutti, tranne proprio coloro che vi stanno dentro, che in teoria sono i soli che possono davvero cambiarne le carte, dato che hanno conoscenze specifiche.

oh, oh... dove andremo a finire,
mi sembra solo che più scopro e conosco più mi sento ignorante.

Il paradosso più grande nel nostro attuale sistema complesso chiamato presente.

martedì 1 novembre 2011

Boj za (fight for...)

La "rivoluzione slovena" ha luogo da ormai più di 2 settimane, esattamente da 18 giorni, nella piazza davanti alla Borsa di Ljubljana. 
La prima curiosità da raccontare, può essere interpretata come un riassunto di ciò che sta avvenendo.... 
Il 15 ottobre, data dell'importante manifestazione per il GLOBAL CHANGE 5000 persone si sono ritrovate a cantare, camminare, ascoltare, discutere, sorridere e gridare in Piazza Kongresni, la più importante nel centro di Ljubljana. Dopo un paio d'ore , quando ormai il freddo si faceva sentire, 1000 manifestanti hanno sfilato lungo slovenska cesta, fino ad arrivare nella piazzetta porticata difronte al palazzo della Borsa. 
Il termine sloveno per indicare quest'edificio così simbolo del presente finanziario nel quale ci stiamo trovando nostromalgrado, è BORZA. Nel fervore ed emozione per ciò che stava finalmente avvendendo in un paese come la Slovenia, alcuni studenti hanno appoggiato maldestramente uno striscione alla facciata, facendo cadere accidentalmente la lettera R della scritta in caratteri dorati. 
Nei giorni successivi si è riempito quel vuoto con una J fatta di cartone, così che la scritta è diventata "BOJ ZA" che vuol dire "lottare per"... 
geniale, no?! 
cosi quello è diventato lo slogan della nostra seconda casa attuale, ci passiamo molto tempo, tutto quello che ho libero...
Ho dormito la prima sera li, con un freddo assurdo, qui a ljubljana le temperature sono vicine allo 0 già da un paio di settimane, si gela davvero, è inverno inoltrato qui nell'est. 
Eppure le tende sono aumentate da 6 a 30, la gente continua a rimanere la notte lì, ma a turni di 4 ore ciascuno, perchè altrimenti l'umidità e il freddo diventano difficilmente resistibili. Abbiamo fatto crescere il campo organizzandolo al massimo, per ogni tipo di evenienza e necessità. 
Ci sono 3 tende militari grandi, una di loro contiene la cucina, cioè dei bollitori, pentole, dove a turno la gente prepara minestre e piatti caldi, dove si raccoglie tutto il materiale che la gente porta. Infatti già a partire dal secondo giorno di occupazione, c'erano signore anziane, famiglie con sacchi pieni di cibo per noi...coperte, sacchi a pelo ,ombrelli, the caldo...
una solidarietà incredibile, che si ha la possibilità di vedere descritta in libri, articoli, soprattutto attualmente, ma che vi giuro è cosa diversa e più diretta da vivere sulla propria pelle. Osservare questo tipo di automatismo della natura umana realizzarsi cosi spontaneamente mette fiducia, fa sorridere e abbracciare la gente che si ha accanto. 
Ciò è proprio quello che sento ogni volta che resto un po' di tempo in quella piazza, sento affetto, sento comunione, sento sofferenza, sento ideali, sento paura e fiducia allo stesso tempo. 
Ma continuiamo con ordine con la descrizione... in tutte le tende ci sono stufe elettriche e i funghi che si trovano normalmente nei bar... cosi ci si può scaldare un po', seduti su delle travi di legno o delle panchine offerte gentilmente dal sindaco di ljubljana (che si sta candidando alle elezioni nazionali, e qui è detto tutto). 
Si passano molte sere li dentro, a parlare, a discutere, a riassumere i workshop, a condividere esperienze... non importa da arriva la gente, che lingua si parla. C'è un'apertura sorprendente, che però credo che sia più legata al popolo sloveno che alla situazione in sé. Comunque sia, in tutte le attività se c'è almeno una persona che non parla sloveno, viene fatta la traduzione simultanea o a gruppi in inglese, anche le conversazioni in inglese, e non importa che due amici che fanno parte del cerchio debbano scambiarsi accendino e the, communicano anche tra di loro con una semplicità e naturalezza stupefacente. 
Nella seconda tenda c'è "the press", quindi connessioni a internet che viene scroccata dal bar della piazza, altri pc con chiavette prese in prestito da un negozio internet, coperte, sacchi a pelo che si scaldano,.. è insomma la tana per i giornalisti, per chi ha bisogno di tranquillità per postare un video, delle foto, per organizzare interviste o riprese. 
La terza tenda è più vuota, ed è pensata per ospitare i workshop in caso di pioggia o di freddo estremo. 
ogni giorno vengono fatti dei worshop, a partire dalle 11 fino alle 20. sono ormai inziati diversi tipi di discussioni:
- sui lavori sociali: cioè studenti di social work si mettono a disposizione per ascoltare le persone che hanno difficoltà, come ad esempio persone anziane a cui è stata tolto il sussidio o la casa che prima era pagata dallo stato, e ora si ritrovano inermi senza punti di riferimento e mezzi a cui aggrapparsi. allora si cerca di trovare delle soluzioni, di indirizzarli in precise direzioni. ci sono anche degli studenti che studiano diritto, giurisprudenza. da un paio di giorni hanno messo a disposizione anche un telefono, che rimane nella tenda tutto il tempo, a cui la gente può semplicemente chiamare se non se la sente di andare di persona in piazza. 
questi studenti stanno organizzando anche altre attività in istituzioni della città, come ad esempio un teach-in nell'ospedale psichiatrico, per poter incontrare i pazienti, parlare con loro, toccare con mano la situazione nella quale vivono, che è ancora molto diversa da quella creata dalla rivoluzione messa in atto da Basaglia 40 anni fa. Qui è ancora molto difficile uscire da questi ospedali, e sono pochi quelli che vengono affidati ai servizi sociali o a delle cooperative per cercare di essere re-integrati nella società. 

-In un altro workshop si discutono temi più economici, come il capitalismo finanziario, la crisi economica, le alternative, il precariato e i lavori a tempo determinato. Lo portano avanti quelli del "rog center", il centro sociale di cui faccio parte. Tra di loro c'è un professore molto conosciuto in Slovenia, Andrej Kurnic , e anche David, un ragazzo americano, che sta facendo un Master internazionale in immigrazioni, e che ha un debito personale con le banche americane di 20,000 euro per essersi fatto prestare i soldi necessari per studiare 3 anni in un' università americana.  Loro discutono sulla situazione attuale dell'economia, cercando di configuare nuove alternative, anche mettendo a confronto i diversi discorsi che vengono realizzati nelle altre 1000 piazze occupate al momento. Nel frattempo organizzano azioni nelle banche di ljubljana, questo è il link per il video dell'azione a cui ho preso parte anche io  (http://www.youtube.com/watch?v=2ZScxnDqTv0&feature=player_embedded). 

Lo scopo di questi interventi è di entrare a gruppi numerosi nelle banche, restare nel centro delle hall, e con il megafono parlare a turno, raccontando la nostra situazione personale, spiegando perchè siamo scesi in piazza, perchè non siamo daccordo con il sistema finanziario attuale, quali sono i nostri disagi e le nostre richieste. Si fanno almeno due azioni a settimane di questo tipo. 

-  Un altro workshop che viene portato avanti il lunedi, mercoledi e venerdi, riguarda il consumo di droghe e alcool. sia nella dimensione comunitaria del nostro camping in boj za, sia a livello nazionale sloveno e globale. 
Si è votato per l'assoluto divieto di alcool e sostanze illegali sulla piazza, per non dare motivo all'opinione pubblica , ai media, alle istituzioni e ai politici di attaccare il nostro movimento, che può facilmente essere scambiato come un modo trovato per costruire uno spazio comune di party e cazzeggio. A volte circolano comunque bottiglie di rakkia (grappa balkanica), che serve per tenere al caldo , o almeno dare quell'impressione, coloro che sono incaricati dei turni di guardia notturni alla piazza, che vanno dalle 23 alle 3, e poi dalle 3 alle 6.  
Per quanto riguarda il livello nazionale, si sta organizzando un SMOKE IN  all'interno dei locali del ministero della salute. Il programma è quello di entrar in gruppo e di accendersi allo stesso momento diversi spinelli di marjuana, per insistere sulla lotta alla penalizzazione e criminalizzazione delle droghe leggere in slovenia. (qui non esiste alcuna dose personale, ma comuque moltissima gente coltiva, fuma, compra e vende. Come in qualsiasi altro paese del mondo direi) . La consumazione di marjuana è quindi considerata come un tratto presente e persistente nella nostra società attuale.  Bisogna riuscire a far imporre i nostri diritti, spiegare le posizioni della gente e ottenere in qualche modo una sorta di liberalizzazione. Smettere di far finta di niente e riconoscere che questo tabù sulle droghe è  in fin de conti uno dei più cruciali aspetti che caratterizza la vita dei giovani,  i traffici economici illegali e la corruzione. Con che scusa si può continuare a chiudere gli occhi davanti a questo scandalizzante discorso?!

Per continuare con la presentazione degli incontri settimanali, c'è un workshop che si occupa delle elezioni politiche che avranno luogo il 4 dicembre. Si discute quindi quale strategia scegliere per boicottare il voto: non andare a priori a votare? consegnare scheda bianca? andare a prendere le schede, registrandosi, e poi portarle in un 'urna nella piazza della borsa? 

Alle 10.00 e alle 18.00 ogni giorno ci sono le assemblee generali, per fare il punto della situazione, fare un riassunto di ciò che è accaduto nelle ore precedenti, raccogliere opinioni e idee su come continuare la resistenza e l'occupazione, che con il freddo, la pioggia e la neve sta diventando sempre più ardua e stancante, anche se l'entusiasmo, le iniziative e il coinvolgimento della gente e dei media aumentano di giorno in giorno, davvero. 
Non si era mai visto un movimento cosi in slovenia almeno sicuramente per quanto riguarda la sua storia Nazionale, che ha avuto inizio nel 1991. 

Ciò che rende straordinario il movimento in Slovenia sono le sue piccole dimensini. Qui tutto è più ristretto, più intimo e quindi tutto riesce ad essere più concentrato, ben connesso e non dispersivo. Cosi come sostiene Krugman, parlando di sistemi complessi nella società attuale : " Local, short-range interactions can create large-scale (self organizing) structure" . 
Per questo i media sono sempre presenti in massa, seguono tutto quello che succede in piazza, si mobilitano per organizzare trasmissioni tv, interviste radio, piccoli filmati. questo è il link dove potete ascoltare l'intervista che Radio Koper (Capodistria) mi ha fatto per telefono on live venerdi scorso http://tvslo.si/predvajaj/il-vaso-di-pandora/last.radio.il_vaso_di_pandora


Sono davvero entusiasta qui, perchè davvero si è creato uno spazio di dialogo, incontro, che trovo sia fondamentale per poter vivere al giorno d'oggi e capire da che parte siamo girati e dove stiamo andando, invece di isolarci con le nostre singole lamentele, non sapendo che i nostri timori , ansie , sono identici a quelli di tutti. 
Ed è buffo e in contraddizione il fatto che proprio i social network, che hanno avuto un ruolo così fondamentale per l'organizzazione, la condivisione delle idee in questo global mouvement, siano poi alla fine ciò che ha anche creato questa voglia di scendere in piazza, di unirsi, stanchi di stare isolati davanti ad uno schermo e vivere virtualmente. 
Si naviga, si chatta, si hanno dibattiti sui wall anche dalle piazze, ma si fa tutto questo uno vicino all'altro ,come sto facendo io ora, sentendo il calore delle persone, sentendone i discorsi, le risate, le lamentele... 

Che bella cosa la condivisione. 
Buona rivoluzione, interna, personale, a coppie, gruppi o globale che sia. 
Giulia






mercoledì 19 ottobre 2011

NON SIAMO SOGNATORI - Slavoj Žižek



 


Non siate narcisiti e non innamoratevi dei bei momenti che stiamo passando qui. Le feste costano poco, la vera prova del loro valore sta in quello che resta il giorno dopo. Innamoratevi del lavoro duro e paziente; siamo l'inizio, non la fine. Il nostro messaggio di fondo è: il tabù è stato violato, non viviamo nel migliore dei mondi possibili, siamo autorizzati e addirittura costretti a pensare a possibili alternative, La strada davanti a noi è lunga e presto dovremo affrontare le questioni più difficili: non ciò che non vogliamo, ma quello che vogliamo davvero. Quale organizzazione sociale può sostituire il capitalismo? Come dovranno essere i nuovi leader? Le alternative del ventesimo secolo non hanno funzionato.

Non prendetevela con ii comportamenti delle persone; il problema non sono la corruzione e l'avidità, il problema è il sistema che spinge le persone a essere corrotte. La soluzione è cambiare un sistema in cui la vita delle persone comuni non può funzionare senza Wall Street. Attenti non solo ai nemici, ma anche ai falsi amici che fingono di sostenerci na sono già ala lavoro per indebolire la nostra protesta. Un po' come il caffé senza caffeina, la birra senza alcol, il gelato senza grassi: cercheranno di trasformarci in un'innocua protesta morale.

Ma la ragione per cui siamo qui è che non ne possiamo più di un mondo in cui per sentirci buoni basta riciclare le lattine di coca Cola, dare un paio di dollari in beneficenza o comprare un cappuccino da Starbucks destinando all'1% al terzo mondo, Dopo aver esternalizzato il lavoro e la tortura, dopo che le agenzie matrimoniali hanno cominciato a esternalizzare perfino i nostri incontri sentimentali, ci rendiamo conto che per troppo tempo abbiamo pemesso si esternalizzare anche il nostro impegno politico. E vogliamo riprendercelo.

[...]Noi non siamo comunisti, se il comunismo è il sistema crollato nel 1990: e ricordate che i comunisti ancora al potere oggi dirigono il sistema capitalistico più spietato (in Cina). Se siamo comunisti lo siamo solo nel senso che abbiamo a cuore le risorse comuni - quelle della natura e della conoscenza - minacciate dal sistema. Vi diranno che state sognando, ma i sognatori credono che le cose possano andare avanti all'infinito così come sono, e si accontentano di qualche ritocco. Noi non siamo sognatori, siamo il risveglio da un sogno che si sta trasformando in un incubo.
Conosciamo tutti la scenetta del cartoni animati; il gatto raggiunge il precipizio ma continua a camminare, come se avesse ancora la terra sotto i piedi. Comincia a cadere solo quando guarda in basso e si accorge dell'abisso. Noi ci limitiamo a ricordare ai potenti che devono guardare in basso.




Ma il cambiamento è possibile? Oggi il possibile e l'impossibile sono distribuiti in modo strano. Nel campo delle libertà personali, della scienza e della tecnologia, l'impossibile diventa senpre più possibile (o almeno così dicono): possiamo godere del sesso nelle sue forme più perverse, possiamo caricare interi archivi di musica e film, possiamo viaggiare nello spazio, possiano aumentare le nostre capacità fisiche e psichiche intervenendo sul genoma, fino al sogno di ottenere l'immortalità trasformando la nostra identità in un software.
Nel campo delle relazioni sociali ed economiche, invece, siamo continuamente bombardati da un "non potete". Non potete compiere atti politici collettivi (perché inevitabilmente finiscono nel terrore totalitario), non potete restare aggrappati al vecchio stato sociale (perché fa perdere competitività e provoca la crisi economica), non potete isolarvi dal mercato globale. Forse è arrivato il momento di invertire le coordinate di ciò che è possibile e impossibile. [...]

Il discorso è stato pronunciato dal filosofo con la pratica del mic check e ripetuto coralmente dai manifestanti di Occupy Wall Street a Liberty Plaza, New York, il 10 settembre 2011, http://youtu.be/eu9BWlcRwPQ .

Il testo integrale è pubblicato da "Verso Books", Gran Bretagna:

http://www.versobooks.com/blogs/736-slavoj-zizek-at-occupy-wall-street-we-are-not-dreamers-we-are-the-awakening-from-a-dream-which-is-turning-into-a-nightmare- .

In italiano, tradotto da Giuseppina Cavallo, su "Internazionale" n. 919.


Sul movimento Occupy Wall Street e sul mic check ha scritto Claudia Bernardi: http://www.alfabeta2.it/2011/10/12/occupy-wall-street-occupy-usa/ .

Slavoj Žižek, filosofo. La sua pubblicazione italiana più recente è Vivere alla fine dei tempi (Ponte alle Grazie, Milano 2011).

martedì 18 ottobre 2011

Do You Suffer From Decision Fatigue?




martedì 4 ottobre 2011

es muss sein!

Milan Kundera mi legge nel pensiero, convincendomi davvero che probabilmente tutto non è che un puzzle già pensato e dove sovrana l' es muss sein! (deve essere!). Già il semplice fatto di scegliere di leggere un libro che affronta i principali dubbi del proprio presente, lo prendo come un segno... parlando cosi "La vita umana si svolge una sola volta e quindi noi non potremo mai appurare quale nostra decisione sia stata buona, quale cattiva, perchè in una data situazione possiamo decidere una volta soltanto .Non viene data una seconda,  terza, quarta vita per poter confrontare diverse decisioni".
e ancora "La gente di solito si rifugia nel futuro per sfuggire alle proprie soffereze. Traccia una linea immaginaria sulla traiettoria del tempo, al di là della quale le sue sofferenze di oggi cessano di esistere".
Presente, futuro. Decisioni, scelte, destino e fiducia.
Sono sempre mese in discussione e sempre in imbilico.
Due giorni f mi aggiravo per ljubljana, la ammiravo e ne sorridevo, ricordando momenti passati, osservando i turisti giapponesi, che filmano ogni loro singolo passo, gli sloveni contastemente in bicicletta, donne su tacchi vertiginosi, con tailleurs stretti, schiena dritta, passo deciso. In questa città capita persino di mettersi in coda al semaforo dietro una fila di bici, capita di non incrociare nessuno per il centro di sabato sera, anche con 20 gradi, ma poi non riuscire ad attraversare la piazza principale il lunedi primo giorno di lezione, per la presenza di stand informativi, birre per terra e palchi sparsi con diversi concerti e studenti presi bene.
Comunque, camminando per questa capitale a misura d'uomo, con un clima estivo in ottobre, con progetti nella testa, con il sollievo misto a agitazione per aver appena firmato un contratto da stagista e insegnante di italiano all'Istituto Italiano di Cultura... mi siedo du un gradino sotto una statua... e poco vicino a me si siede anche un ragazzo con la maglia a righe, arancione e nera.
Lo guardo, e inizio seriamente a credere di conoscere quel ragazzo. Mi viene tipo una scossa i brividi per il corpo, come quando si sa di dover far qualcosa, di essere davanti ad un caso pazzesco che non può essere tralasciato, ma che nello stesso tempo si è frenati dal timore di sbagliarci, di farci una figura di merda tentando l'approccio. Cosi mi dico che provenendo da un mese in terra cuneese, dove oltre al viso si potrebbe dire persino che auto corrisponde alle persone di cui si sente parlare, perchè tutti conoscono e sanno tutto di tutti, mi convinco che è una delle solite visioni che si hanno quando si cambia posto, ma si cercano comunque visi noti in mezzo alla folla. Almeno a me capita così molto sovente.
Invece li si alza, e dice il mio nome guardandomi.
Non è una storia così eccitante, lo so. e neanche ha un lungo finale, semplicemente ci riconsociamo entrambi, ci salutiamo meravigliati di come due persone conosciutesi 4 anni fa durante uno scambio in Kosovo, si riescano a rincontrare in una città piccola e rara come Ljubljana, scelta da entrambi per studiare.
E da lì, il Muss es sein? si fa insistente, mni fa sentire in un ridimensionato Truman show.
Quindi si, potrei aver preso una seconda, terza, quarta via per vivermi questi mesi. In altri posti, con altra gente, clima, entusiasmo. Ma sono qui, in Slovenia,e dato che non potrò mai sapere come sarebbe stato altrimenti, mi immergo in ciò che diventa ora il mio immediato.

domenica 2 ottobre 2011

erasmus docet

è la prima volta da ormai 4 anni che non torno nella stessa città dell'anno precedente. 
e ora eccomi qui, a ljubljana, di nuovo. 

ed è strano, davvero strano. 

tornare negli stessi locali, vivere nello stesso campus, percorrere le stesse strade. ma la cosa piu strana è il fatto che non ci sono più le stesse persone che facevano parte della mia vita negli scorsi mesi passati qui. 
voilà il concetto di erasmus, cioè di momento passeggero, di una parentesi della propria vita dove ci si ritrova appartenere ad un luogo, ad una compagnia, ad una filosofia.. .che poi è difficile da mantenere una volta tornati. 
quello che la segue può essere una depressione interna inspiegabile esternamente, oppure imperterriti tentativi di prolungarne gli effetti, continuando esperienze all'estero. 
io ho scelto la seconda alternativa, ma mi ritrovo tutt'ad un tratto confusa. 
nessuna altra esperienza successiva può essere paragonata all'anno di erasmus, alla prima volta, all'estasi della scoperta conitnua, allo scoprire di poter scoprirsi. sempre di più. 
non che non lo abbia continuato a fare dopo, ma capire di poterlo fare, è un passo insostituibile e imparagonabile. 
ora che molti amici sono partiti a loro volta per la prima esperienza erasmus, non posso far altro che ascoltare i loro racconti e paragonarli a ciò che ho vissuto io, alle mie prime volte, che sono simili alle loro. 
tutto ad un tratto mi sento "vecchia", percepisco il tempo che passa per ogni cellula del mio corpo. 
ma sono anche entusiasta che persone che conosco da una vita possano vivere sulla propria pelle ciò tutto ciò che ho sempre cercato di raccontare, ma che come per ogni cosa, non sempre si trovano le parole giuste per farlo. Almeno non al momento opportuno.

domenica 18 settembre 2011

stereotipata insoddisfazione

Ho appena visto "Eat, pray, and love". Un buon insieme di romanticismo forzato, di dimenticanze e banalità hollywoodiane e di stereotipi in ogni elemento presentato.
Sarò diventata troppo cinica e critica, ma non riesco più ad apprezzare questo tipo di film. Il dettaglio mi prende troppo, e inizio a farne un'inutile analisi razionale.

Magari è come accade per i cartoni animati, ad un momento scatta la molla per cui tutti i doppi sensi, le battute e le storie assumono un altro valore... e inevitabilmente li si guarda con altri occhi.

Ok, dire di essere ormai oltre i film americani che fanno al giorno d'oggi un sacco di incassi può apparire un po' troppo lusinghiero e ambizioso, ma questo film in modo particolare parla di partenze, di viaggi, di conoscenze, di rapporti e incontri nuovi , di malinconie, affetti lontani e ricerca di se stessi, quindi aspetti che credo di conoscere. Parla anche di equilibrio, parla di egoismo, parla di ambizioni e delusioni.
Insomma, un tipico esempio di film che può toccare la vita di chiunque, e quindi l'ha fatto anche con la mia.
In continua ricerca di un qualcosa, in imperterrita insoddisfazione e nello stesso tempo in straordinaria capacità di assimilare momenti e sensazioni. Passeggere si, ma forti e indimenticabili.
Nel mio presente sto dedicando questo mese settembrino alla mia famiglia.
Sto respirando a polmoni divaricati più aria e affetto che posso.
Non sarà mai abbastanza per rincuorarmi nelle domeniche mattina lontano da casa. Ma è già un buon trampolino di lancio per buttarmi di nuovo, in un'altra avventura, per un altro anno, dopo un'estate passata a trotterellare di qua e di là, mossa dalla paura di fermarsi, dal timore del rimorso, dall'indecisione e insicurezza.
Credi che quest'estate il mio equilibrio si sia perso o nascosto, quello tanto ricercato da Julia in questo deludente film. O meglio credevo di averlo in pugno, sforzandomi di concentrare la mia attenzione verso altri poli. Risultato: perdita totale di sicurezza e confusione per quanto riguarda valori, progetti, obiettivi e risultati.
Un classico direi. Ma fortunatamente sento di non necessitare visioni edonistiche come quelle hollywoodiane, ma cercare la cura migliore negli affetti alternata al rischio e solitudine.
E domani tolgo il giudizio. Sperando che non mi affetti solo fisicamente.